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Prestiti e reddito di cittadinanza: si può richiedere la cessione del quinto?

Il reddito di cittadinanza non è una prestazione previdenziale che spetta alle famiglie a prescindere dalla propria situazione del reddito, ma è una tipologia di prestazione di assistenza che si basa sulla condizione economica in cui si trova un nucleo familiare.

Infatti, se anche solo uno dei componenti possiede un reddito elevato oppure un lavoro ben remunerato, tutti gli altri membri della famiglia perdono di conseguenza il sussidio o il diritto a riceverlo.

Appare quindi evidente come possa risultare particolarmente complicato che una banca o una società finanziaria facciano affidamento su questa prestazione per concedere un prestito.

Esistono però delle tipologie particolari di prestito per le persone che non possiedono reddito, e che possono automaticamente essere richieste anche da chi percepisce il reddito di cittadinanza.

Ovviamente si tratta di somme piccole, il cui massimo può essere di circa 15.000 euro – e molto spesso sono richieste anche delle garanzie di terzi, oppure si chiede che vengano messi a garanzia immobili di proprietà. Nel caso in cui non si abbiano garanzie, allora la soglia massima di finanziamento in genere non supera i 1.000 euro.

È possibile ottenere la cessione del quinto con il reddito di cittadinanza?

Molto spesso il reddito e la pensione di cittadinanza sono due valori che vanno ad integrare la pensione che spetta di diritto. Ovviamente, sono integrazioni indirette poiché sono prestazioni che vengono erogati con le famose Carte RDC/PDC. Dunque, il totale della pensione non subisce un vero e proprio incremento con il reddito o la pensione di cittadinanza.

Se non è possibile richiedere la cessione del quinto con la pensione poiché l’importo è troppo basso, allora di conseguenza non sarà nemmeno possibile richiederlo nel caso in cui si abbia diritto al reddito di cittadinanza.

L’unico modo per poter accedere una tipologia di prestito personale in questi casi, è avere un familiare che possa fare da garante e che, dunque, abbia una condizione sufficiente o degli immobili da utilizzare come garanzia del prestito concesso.

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Finanziamenti con il reddito di cittadinanza

Durante la richiesta di un finanziamento, qualsiasi sia la sua natura, gli istituti di credito verificano l’esistenza ma anche la portata del reddito dei propri clienti. Ma non solo: viene effettuata anche un’attenta analisi sulla stabilità economica nel tempo, così che ci siano le condizioni per poter saldare il proprio debito.

Nel caso di trattamenti come la NASPI, ovvero la disoccupazione, oppure la CIG, la Cassa Integrazione Guadagni o, ancora, il reddito di cittadinanza, non c’è la certezza sulla durata effettiva del sussidio. Anche perché l’INPS che eroga queste prestazioni lo fa con l’intento di garantire il mantenimento delle famiglie.

Appare di conseguenza molto difficile che possa essere sostenibile un finanziamento a colui che percepisce il reddito di cittadinanza e lo stesso vale nel caso in cui si voglia fare la cessione del quinto.

Colui che è titolare del reddito di cittadinanza potrebbe in ogni caso sottoscrivere un mutuo o qualsiasi altra tipologia di finanziamento in una particolare situazione. Ovvero nel caso in cui il contratto di mutuo fosse garantito da un parente avente un contratto di lavoro stabile e a tempo indeterminato, oppure con degli immobili da poter mettere in garanzia, e, soprattutto con uno storico creditizio estremamente positivo.

In questo caso particolare, la finanziaria o l’istituto di credito farebbe sottoscrivere il relativo contratto sia al richiedente che al garante di quest’ultimo, valutando in modo attento e scrupoloso i redditi posseduti. Il garante svolge la funzione di vera e propria garanzia, e dunque di pagare le rate del mutuo nel caso in cui il richiedente non dovesse adempiere al debito.

Questa soluzione, anche se particolare ed estrema, è l’unica a disposizione per poter chiedere un finanziamento consistente. I finanziamenti senza garanzia sono concessi solo per somme molto piccole che generalmente non superano i 1.000 euro.

Pagare il mutuo con il reddito di cittadinanza

Sia il reddito di cittadinanza che la pensione di cittadinanza possono essere utilizzati per pagare il mutuo della propria abitazione. Nel dettaglio, viene utilizzata una quota di queste prestazioni per il pagamento del mutuo a proprio carico. Per far questo il nucleo familiare non deve superare il limite ISEE che va da circa un minimo di 9.360 euro fino a un massimo di 20.592 euro. La quota mensile per il pagamento del mutuo non può superare i 150 euro: questo perché il reddito di cittadinanza è un sussidio che viene erogato dall’INPS come sostentamento della famiglia e del nucleo familiare e non si può superare una determinata soglia da utilizzare come mezzo di pagamento del mutuo.

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