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Guida completa al rinnovo della cessione del quinto

La cessione del quinto (dello stipendio o della pensione) è un prestito previsto dalla legge italiana che si estingue tramite trattenute dirette sullo stipendio o sulla pensione, fino a un massimo di un quinto della retribuzione, misurato al netto delle ritenute di acconto (metodo di riscossione dei tributi). In base a questa peculiarità, è un tipo di finanziamento molto vantaggioso rimborsabile in un lasso di tempo molto ampio che può arrivare fino a dieci anni ed è una procedura che si può attivare anche in compresenza di un vecchio finanziamento non ancora estinto. La cessione del quinto viene concessa molto facilmente dalle banche e dalle finanziarie a clienti protestati o cattivi pagatori proprio per la garanzia solida insita nella sua natura: lo stipendio continuativo.

Per poter ottenere il credito con la cessione devono coesistere alcuni parametri:

  • il lavoratore (sia privato che pubblico) deve avere un contratto lavorativo di durata almeno pari a quella prevista per il completamento del rimborso delle rate (fondamentale è che colui che richiede il finanziamento abbia un contratto di lavoro a tempo indeterminato);
  • l’azienda presso la quale il dipendente lavora deve avere dei requisiti solidi, come ad esempio un determinato capitale sociale o un numero minimo di dipendenti.

Questi requisiti sono fondamentali affinché il finanziatore (banca o società finanziaria) abbia la certezza che l’azienda possa pagare gli stipendi che sono alla base della stipula del finanziamento.
Anche i pensionati possono richiedere la cessione del quinto e, in questo caso, invece che l’azienda, la trattenuta e il versamento della rata sono a carico dell’ente pensionistico (in Italia, per lo più, INPS-INPDAP).

Negli ultimi cinque anni c’è stato un notevole aumento di richieste di questo tipo di finanziamento: a partire dal 2016 l’aumento delle erogazioni con cessione del quinto è stato pari al +7,3%, per un totale di 5,22 miliardi di Euro.

L’iter per il rinnovo della cessione del quinto

La cessione del quinto ha un iter molto snello e veloce che può anche essere rinnovato, nel caso in cui si volesse o dovesse richiedere un nuovo prestito quando ancora il primo non fosse estinto: in questi casi, si rinnova il finanziamento prima della scadenza stabilita, estinguendo il vecchio debito e accendendone uno nuovo.
Il richiedente ha un notevole vantaggio in questa pratica: prolungare la scadenza del prestito con rate immutate nel loro importo (o quasi).
Il rinnovo è per lo più consigliato per piccole somme di denaro: così facendo, si cancella il vecchio debito residuo con l’accollo della sola parte rimanente guardando al saldo finale.

L’art. 39 della Legge 180 del 1950 ha introdotto la rinegoziazione a specifiche condizioni che tenessero conto della durata iniziale sancita per il finanziamento e agevolassero l’accesso al credito da parte dei dipendenti statali di un’Italia molto provata dalla guerra. Oggi, grazie ad opportune modifiche normative apportate dalla legge 80/2005, questa forma di credito è disponibile anche per i dipendenti privati e i pensionati.

Se si ha un contratto con durata di 10 anni, il rinnovo sarà possibile dopo il quarto anno. Si può comunque rinnovare la cessione del quinto se sono trascorsi almeno i primi 2/5 del periodo di rimborso originario. Se, invece, la durata del prestito è inferiore a 5 anni, si può comunque anticipare il rinnovo: in questo caso la nuova cessione non potrà avere durata inferiore ai 10 anni. Utilizzando il software per il calcolo cessione del quinto, si può valutare in anticipo a quanto ammonterebbe la nuova rata in caso di rinnovo.

Esiste anche l’opzione del doppio quinto, che permettere di impegnare una parte più importante dello stipendio, ossia due quinti. In questo caso, affinché si possa procedere con questa forma di finanziamento, il datore di lavoro deve sottoscrivere una convenzione che disciplini i rapporti tra l’ente erogatore e il datore di lavoro. Si tratta di un prestito a tasso fisso e rate costanti con un programma di estinzione del debito da 2 a 10 anni.
In tutti i prestiti per cessione del quinto, ad ulteriore garanzia del debito, viene stipulato un contratto tra il debitore e una compagnia assicurativa attraverso il quale viene coperto il rischio nel caso in cui il soggetto finanziato perda il lavoro, versi in situazioni di difficoltà economiche o scompaia prematuramente.

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Rinnovo cessione del quinto prima dei quattro anni

Il rinnovo della cessione del quinto, solitamente, avviene dopo che almeno il 40% del piano di ammortamento sia stato estinto. La durata di tale piano è variabile da un minimo di 2 anni fino ad un massimo di 10 anni e questo dipende dal tipo di impiego, se pubblico o privato, dalla tipologia di contratto o se si tratta di cessione del quinto sulla pensione.

Ciò che è importante evidenziare è che il rinnovo della cessione del quinto non può essere attuato prima dei 4 anni di durata per finanziamenti che abbiano un piano di rientro fra i 5 anni e i 10 anni. Ciò vuol dire che non si può richiedere, al riguardo, prima dei due e quattro anni, o nel lasso di tempo che fra questi intercorre, in funzione del periodo di estinzione del debito, nessuna dilazione ulteriore.

Estinzione della cessione del quinto

Se il cliente volesse chiudere prima il debito, la legge prevede che può procedere all’estinzione anticipata del finanziamento in qualunque momento, previo versamento dell’importo a debito residuo e il pagamento di una penale, che dovrà essere ben indicata nel contratto e non potrà superare l’1% del debito residuo; la penale, chiaramente, serve a risarcire la banca o la società finanziaria dei mancati proventi che derivano dagli interessi sulle rate non ancora pagate. Il debitore dovrà, quindi, valutare se gli conviene estinguere anticipatamente il debito, sia tenendo presente i rimborsi, sia l’eventuale presenza dell’entità della penale.

Una particolare condizione da rispettare è il rimborso al cliente dei costi accessori (ovvero le spese che il debitore deve sostenere in merito al prestito, per esempio le spese di istruttoria) prima dell’estinzione anticipata del finanziamento. Generalmente, la convenienza nell’estinguere il debito diminuisce man mano che si avvicina la naturale scadenza dello stesso.

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