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Contratto part time e cessione del quinto: è possibile?

Diverse aziende scelgono di assumere i propri lavoratori a tempo parziale, in quanto la normativa vigente lo consente. Molti italiani hanno un contratto lavorativo part time e hanno quindi deciso di fare richiesta di prestito, che purtroppo è stata respinta.

A rientrare nella categoria part time sono le persone che hanno un rapporto lavorativo con la ditta per meno di 40 ore settimanali, le quali sono previste invece per un contratto a tempo pieno (full time). Queste due categorie possono essere a tempo indeterminato o determinato. Nel primo caso, durante il colloquio viene chiarita subito una data di termine del contratto di lavoro, invece per quanto riguarda il tempo indeterminato, non si ha nessuna fine stabilita, tranne nel caso in cui si verificheranno delle situazioni che riguardano il datore di lavoro o il lavoratore stesso.

Tutte e due le categorie possono vantare gli stessi diritti stabiliti nel settore nel quale si appartiene.
Il contratto part-time però presenta diverse peculiarità, che bisogna conoscere prima di ottenere un prestito da qualsiasi ente.

Attualmente si può richiedere la cessione del quinto per i lavoratori a tempo parziale, seguendo le stesse regole per i lavoratori full time o per i pensionati. Per la cessione del quinto bisogna avere un contratto a tempo indeterminato, ma non ci sono limiti riguardo al numero delle ore di lavoro.
Nel caso di un contratto lavorativo part time, ovvero meno di 40 ore lavorative settimanali, si può avere una somma rimborsabile, dando parte dello stipendio.

Tipologie di contratto part-time

Esistono tre tipologie di contratti part time, ovvero: orizzontale, verticale o misto. Nel primo, il lavoratore ha un orario di lavoro minore di 8 ore al giorno. Nel verticale, la persona svolge il lavoro a tempo pieno, ma solamente in alcuni periodo della settimana, dell’anno o del mese. Per esempio lavora solamente 7 mesi in un anno, oppure 8 ore giornaliere, ma solo per 3 giorni a settimana.
Per quanto concerne, infine, la tipologia mista, qui l’utente svolge l’attività seguendo sia il tipo orizzontale, che verticale. Per esempio lavora solo una settimana al mese, per 5 ore al giorno.

Queste opzioni possono essere o meno da ostacolo per la richiesta di prestito, quindi bisogna saper fare bene le dovute verifiche, affidandosi a consulenti per la pratica di richiesta prestito.

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Quali sono i minimi requisiti richiesti?

Per un lavoratore a tempo parziale, uno degli strumenti più utili per aiutare chi vuole un prestito trattenuto in busta paga è sicuramente la cessione del quinto. I minimi requisiti per averla sono:

  • valutazione dell’assicurazione positiva rispetto all’azienda nella quale si lavora;
  • la rata non può essere maggiore di un quinto dello stipendio percepito;
  • lavoratori che hanno un contratto a tempo indeterminato da 6 mesi almeno;
  • lo stipendio mensile deve essere maggiore di 550 euro netti.

Per capire meglio il meccanismo, pensiamo a qualcuno che percepisce uno stipendio mensile di 600 euro, quindi la rata massima di un quinto di esso sarà di 120 euro. La somma della rata non si può sfruttare completamente, poiché uno dei requisiti minimi è quello di assicurare alla persona (dopo aver preso la cessione del quinto) un reddito mensile minimo di 500 euro.

In questo caso, una persona che guadagna 600 euro mensili può avere una cessione del quinto lavoro a tempo parziale, con una massima rata che non deve essere superiore a 100 euro.

Come richiedere la cessione del quinto

Se si desidera fare richiesta sulla cessione del quinto e si è lavoratori part time, bisogna possedere e portare all’ente alcuni documenti, come:

  • carta d’identità;
  • codice fiscale;
  • l’ultima busta paga;
  • il modello 730 o un altro utilizzato per la dichiarazione dei redditi.

In questo modo si potrà valutare in modo preciso il reddito disponibile e quindi la somma della rata cedibile.

Il prestito con la cessione del quinto si rimborsa con le rate costanti e la durata minima è di due anni, invece la massima di 120 mesi. A questo poi si aggiunge una tassa fissa e le rate si trattengono dalla pensione o direttamente dallo stipendio. Deve versare quindi materialmente le rate per il rimborso non chi riceve il prestito, ma il datore di lavoro o l’ente che offre la pensione.

Ogni finanziamento che offre la cessione del quinto, deve essere necessariamente affiancato da un’assicurazione che si occupa di tutelare le parti dal rischio di morte e di perdita di lavoro eventuale.

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