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Cessione del quinto o prestito delega? Differenze e convenienza

Se si ha bisogno di ottenere liquidità extra, magari per finanziare un progetto o per coronare un sogno per troppo tempo cullato ma mai raggiunto, la cessione del quinto e il prestito delega risultano in Italia le forme di finanziamento più in voga tra i dipendenti del settore pubblico così come di quello privato.

Queste forme di prestito vengono richieste non solo per spese di una certa entità, come l’acquisto di un’auto nuova, di una moto usata, di un camper o per la ristrutturazione di un appartamento, ma anche per questioni più semplici, quali il concedersi una vacanza dopo aver trascorso tutta la vita a lavorare, l’organizzazione di un matrimonio o di una festa di laurea, il pagare le rette universitarie ai propri figli o un master, affinché possano entrare quanto prima nel mondo del lavoro.

Denominatore comune della cessione del quinto e del prestito delega è il fatto che il finanziamento viene erogato in un’unica soluzione sul conto corrente del richiedente (non necessariamente appartenente all’istituto di credito con cui si è contratto il debito). Per quanto riguarda la modalità di rimborso, è possibile asserire che è la stessa, ossia la trattenuta diretta in busta paga. In questo modo, infatti, non si corre il rischio di saltare il pagamento di una rata e si evita di imbattersi in inutili lungaggini burocratiche.

Altro aspetto analogo è che, a prescindere dall’istituto di credito che si sceglie, finanziaria o banca che sia, la dilazione del finanziamento, in entrambi i casi, ha durata massima pari a 10 anni, vale a dire 120 rate mensili – qui per il calcolo cessione del quinto simulazione.

Quali sono le differenze tra la cessione del quinto e il prestito delega?

Vengono presentate in maniera esauriente le differenze concrete che intercorrono fra queste due tipologie di finanziamento sempre più gettonate in Italia, vale a dire la cessione del quinto e il prestito delega.

Il ruolo del datore di lavoro

La differenza più evidente fra la cessione del quinto e il prestito delega va ricondotta al ruolo del datore di lavoro. Nel caso della cessione del quinto, il datore di lavoro è tenuto ad accettare questo tipo di prestito, visto che si occupa lui, in prima persona, di versare in automatico la rata, pari a un quinto al netto delle entrate, nelle casse dell’istituto di credito con cui il richiedente ha sottoscritto il contratto.

Nel caso del prestito delega, non vi è alcun obbligo di accettazione per il datore di lavoro. Solamente quando quest’ultimo manifesta la sua approvazione, allora il prestito delega diventa effettivo.

Dal punto di vista legislativo, il prestito delega non è legiferato dal DPR 180/50. Questo indica che è a discrezione dell’amministrazione pagante, decidere se accettarlo oppure no. Nel caso della cessione del quinto, come già ribadito, la cosa è dovuta con tanto di obbligo.

Dipendente pubblico/statale vs dipendente privato: le differenze

Chi lavora presso un’impresa pubblica o in un’azienda statale e ha un contratto a tempo indeterminato, ha sempre il lasciapassare per quanto riguarda l’accettazione della pratica. Anche se in passato è stato protestato o cattivo pagatore, l’istituto di credito non si espone più di tanto a certi rischi, perché consapevole che il richiedente ha un impiego stabile e che la trattenuta avviene direttamente in busta paga.

Per i dipendenti privati, invece, le cose sono meno semplici, visto che in genere gli istituti di credito effettuano tutta una serie di verifiche sul datore di lavoro, per avere una panoramica chiara su come vanno gli affari e qual è la sua situazione economica. Solo se vengono soddisfatti specifici requisiti, il diretto interessato vede accettata la sua richiesta. Naturalmente, in entrambi i casi.

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E i pensionati?

Chi ha smesso di lavorare per sopraggiunti limiti di età, se può contare su una pensione superiore alla minima, potrà formulare la sua richiesta di cessione del quinto. In genere, la pratica va incontro ad accettazione, dovendo rinunciare al massimo al 20%.

Lo stesso discorso non si può fare, invece, per il prestito delega, dato che gli adeguati presupposti finanziari per portare a termine l’intera procedura, quasi mai ci sono. Tenendo conto delle entrate medie mensili, il prestito delega risulterebbe inaccessibile per la maggior parte dei pensionati INPS, in quanto dovrebbero rinunciare al 40%.

Rata mensile prestiti

Altra differenza lampante tra queste due tipologie di finanziamento è quella della rata mensile. Nel caso della cessione del quinto, la rata non può in alcun modo oltrepassare la soglia di un quinto dello stipendio netto. Questo vuol dire che la rata è sempre del 20%. Quindi, il richiedente sa già in anticipo quanto dovrà pagare a fine mese e quanto gli resterà. In questo modo, pianificare le sue spese, in rapporto al suo tenore di vita, risulterà di certo cosa decisamente più agevole.

Nel caso del prestito delega, invece, ha nel 40% la soglia massima da saldare, tenendo ovviamente conto della doppia rata, in rapporto alla sua retribuzione. Non a caso, si parla spesso anche di doppio quinto.

Richiesta cessione del quinto o prestito delega

La cessione del quinto può essere richiesta come finanziamento a sé stante. Questo discorso non vale, invece, per il doppio quinto, perché presuppone che la cessione del quinto sia già stata chiesta. Quindi, senza la cessione del quinto, non è possibile richiedere il prestito delega.

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