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C’è un numero che chi chiede una cessione del quinto non conosce quasi mai, ma che lo protegge più di qualsiasi clausola contrattuale. Si tratta del tasso soglia usura, ed è il limite massimo che una banca o una finanziaria può applicare come costo complessivo del finanziamento. Superarlo non è solo scorretto. È illegale.
Cos’è il tasso soglia usura
Ogni trimestre la Banca d’Italia fa una cosa molto concreta: rileva i tassi medi che banche e finanziarie stanno effettivamente applicando alle diverse categorie di finanziamento. Mutui, prestiti personali, carte di credito e, ovviamente, cessione del quinto. Da quei tassi medi si ricava un limite, il tasso soglia, appunto, oltre il quale qualsiasi finanziamento viene considerato usurario.
La cessione del quinto, ed è un aspetto che spesso sfugge, ha una sua categoria specifica. Non viene accorpata ai prestiti personali generici e non segue le stesse soglie dei mutui. Ha valori propri, calibrati sulle caratteristiche di questo prodotto: il rimborso alla fonte, le polizze assicurative obbligatorie, un profilo di rischio che non somiglia a nessun altro. E questo conta, perché significa che le soglie riflettono davvero il mercato di riferimento, non una media annacquata fra prodotti diversi.
I valori vengono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale e aggiornati ogni tre mesi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Non sono suggerimenti, non sono linee guida. Sono limiti di legge. Chi li supera commette reato.
Come si calcola la soglia di usura dei prestiti
La formula è pubblica e non è complicata. Si prende il tasso medio rilevato dalla Banca d’Italia per la categoria “cessione del quinto”, lo si aumenta di un quarto, e poi si aggiungono quattro punti percentuali. C’è anche un tetto: la soglia non può mai superare il tasso medio di più di otto punti.
Cosa vuol dire in pratica? Prendiamo i numeri in vigore nel secondo trimestre 2026 per fare un esempio concreto. Per i prestiti con cessione del quinto fino a 15.000€, la soglia usura si attesta intorno al 21%. Per quelli oltre i 15.000€, scende intorno al 15-16%. Perché questa differenza? I prestiti di importo basso costano di più da gestire in proporzione, e questo si riflette nei tassi medi e, di conseguenza, nelle soglie.
Il 21% sembra una soglia enorme, e in effetti lo è. Ma va letta tenendo conto di una specificità della cessione del quinto: il TAEG qui dentro non include solo gli interessi. Ci sono anche le polizze assicurative obbligatorie, che da sole possono aggiungere diversi punti percentuali al costo complessivo. Un pensionato di 78 anni che chiede 10.000€, paga un premio assicurativo sulla polizza vita molto alto (è fisiologico, dato il rischio) e il TAEG sale di conseguenza. Senza una soglia abbastanza ampia, queste situazioni verrebbero escluse in automatico dal mercato del credito. Il che non sarebbe necessariamente un bene.
Cessione del quinto ai pensionati: soglie più strette
Se a richiedere la cessione del quinto è un pensionato, il meccanismo si complica, ma in un modo che tutela di più, non di meno. Per i pensionati che accedono al finanziamento tramite la convenzione INPS, le soglie non sono solo due, ma sei. Una per ogni fascia d’età, calcolata non al momento della richiesta ma alla scadenza del piano di ammortamento.
In pratica: un pensionato che oggi ha 64 anni ma chiude il piano a 74 , viene valutato sulla fascia 70-74. Non su quella 60-64. Sembra un tecnicismo, ma nella realtà può determinare l’approvazione o il rifiuto della pratica, perché la fascia d’età stabilisce il tasso massimo applicabile.
Le soglie partono da valori più contenuti per i pensionati sotto i 60 anni e salgono progressivamente. Oltre i 79 anni, il limite convenzionale coincide direttamente con la soglia di usura generale, con nessun margine aggiuntivo, si è già al massimo consentito dalla legge. Non c’è spazio di manovra, né per la banca né per il pensionato.
Il controllo avviene in automatico, attraverso il sistema “Quote Quinto” dell’INPS. Quando la banca trasmette il piano di ammortamento, il sistema verifica che il TAEG rientri nella soglia prevista per quella combinazione di età e importo. Se non ci rientra, la pratica non passa: non viene messa in attesa e non viene corretta. Semplicemente, viene bloccata. La trattenuta sulla pensione non si attiva e il finanziamento non può partire.
Come tutela, è difficile immaginarne una più concreta nel mercato del credito al consumo, ma funziona solo per i finanziamenti in convenzione INPS. Chi ottiene una cessione del quinto della pensione fuori convenzione non ha questo filtro automatico. E deve verificare da solo o con la nostra consulenza.
Soglia di usura per cessione del quinto dipendenti
Per i lavoratori dipendenti pubblici e privati il sistema è meno articolato. La soglia usura è la stessa per tutti, differenziata solo per importo del prestito (sotto o sopra i 15.000€). Non ci sono fasce d’età, non c’è un sistema di blocco automatico paragonabile a Quote Quinto.
Attenzione però: meno articolato non vuol dire meno protetto. La soglia esiste, è la stessa pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, e il suo superamento ha le stesse conseguenze. Solo che la verifica è meno automatizzata. Sta al dipendente o al consulente che lo assiste controllare che il TAEG del contratto proposto non ecceda il limite vigente nel trimestre in cui si firma.
Nella pratica, per i dipendenti pubblici il rischio di avvicinarsi alla soglia è basso. I tassi applicati a questa categoria sono generalmente molto inferiori ai limiti, grazie alla stabilità del rapporto di lavoro e al rischio contenuto per l’ente erogatore. Per i dipendenti privati, la forbice si stringe un po’, soprattutto quando il profilo assicurativo è complesso (aziende piccole, settori ad alto turnover, anzianità di servizio ridotta), ma anche in questi casi la distanza dalla soglia di usura resta normalmente ampia.
Come si verifica il tasso di usura in autonomia
Ecco una guida semplice e veloce per stabilire in autonomia se il proprio prestito è vicino al taso di usura: si prende il TAEG del proprio contratto (o del preventivo che si sta valutando) e lo si confronta con la soglia usura pubblicata per quel trimestre nella categoria “cessione del quinto”. I valori aggiornati si trovano sul sito della Banca d’Italia e vengono ripresi ogni tre mesi da decine di fonti istituzionali e di settore.
Perché proprio il TAEG? Perché è l’unico indicatore che include tutto: interessi, spese di istruttoria, commissioni e premi assicurativi obbligatori. Se quel numero supera la soglia, il contratto non dovrebbe esistere. Se ci si avvicina troppo, quantomeno vale la pena guardarsi intorno.
Un’ultima cosa da tenere a mente: se le soglie cambiano ogni trimestre, il tasso del contratto no, perché la cessione del quinto è a tasso fisso. La verifica, quindi, va fatta una sola volta: al momento della firma. Dopo, il tasso resta quello per tutta la durata del piano, a prescindere da come si muovono le soglie nei trimestri successivi. È lì che si gioca la partita. Ed è lì che conoscere il tasso soglia usura fa la differenza.



